“Uno stato di coscienza caratterizzato da monoideismo plastico”, così definì l’Ipnosi, uno dei più grandi ricercatori italiani dell’Ipnosi clinica, Franco Granone. Neurologo e padre della Scuola di ipnosi sperimentale di Torino, Granone  ha formato negli anni  generazioni di professionisti che hanno portato l’Ipnosi e i suoi benefici all’interno degli ospedali e delle cliniche , risolvendo problematiche  a volte ingestibili per terapie mediche convenzionali.

Da non confondere con le tecniche manipolative e confusionali che hanno gettato discredito sull’Ipnosi  esclusivamente per ignoranza, siamo invece di fronte ad una tecnica che  mette la nostra coscienza in condizioni tali da funzionare al meglio e di focalizzarsi , con l’aiuto dell’operatore, su un obiettivo, con modalità di visualizzazione  suggerite dal professionista nel pieno rispetto della Volontà del Paziente.

Occorre ricordare che questo aspetto della Volontà  fa sì che il paziente, con il quale lo specialista ha costruito un rapporto precedente, si affidi mantenendo una vigilanza sottile che garantisce la non violazione della sua Volontà.  Il professore Edoardo Casiglia, docente di Ipnosi in Medicina e nella Ricerca, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, ha evidenziato con tecniche di Neuroimaging come le aree della Volontà restano accese nel paziente in trance ipnotica e questo ha permesso una volta per tutte di distinguere l’Ipnosi dalle predette tecniche manipolative.

La diffusione negli ospedali sta permettendo grossi vantaggi nelle terapie antalgiche, nelle sedazioni anestetiche in campo chirurgico, necessarie in soggetti ad esempio allergici, nella preparazione di pazienti che devono sottoporsi a complesse indagini diagnostiche. Tutti esempi che già da soli farebbero augurare una buona diffusione di specialisti in ogni struttura clinica ospedaliera per migliorare l’applicazione delle best practice con un considerevole risparmio di tempo e risorse.

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Il Cibo Amico

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