La Calatonia : una terapia riequilibrante per tutte le età

Calatonia, dal verbo greco khalaó, indica non solo uno stato di rilassamento, ma anche di distanza da sensazioni come l’ira, la furia e la violenza.  Il significato attribuitogli dal creatore del metodo è  tono adeguato, un riequilibrio sostenibile per la persona delll’energia espressa sul piano fisico, emotivo e mentale.  La tecnica di per sé è semplice ma richiede una formazione adeguata dell’operatore. Anche la Calatonia segue la legge del minimum stimolo ovvero di una relazione di proporzionalità della risposta, non allo stimolo ma al logaritmo dello stimolo. Il suo creatore, il medico ungherese Petho Sandor (1916 – 1992), paragonava il tocco della Calatonia a quello esercitato per portare una bolla di sapone facendo attenzione a non provocarne lo scoppio.

Durante la II guerra mondiale, lavorando negli ospedali e nei campi di rifugiati, in condizioni disastrate, privo di mezzi, Sandor osservò che  il tocco spontaneo sui piedi era importante sul piano della relazione medico paziente, con conseguente conforto e sollievo rispetto a condizioni di dolore. Sandor emigrò in Brasile nel 1949, mise a punto la tecnica di Calatonia e la insegnò all’Università nelle facoltà di Psicologia. Oggi la Calatonia è  diffusa in  SudAmerica e da un decennio grazie ad alcuni allievi di Sandor  anche in Europa.

Ad oggi sono presenti studi relativi all’uso della Calatonia e ai suoi effetti sul riequilibrio psico-fisico-emozionale del paziente.

Ad esempio l’effetto trofico del tocco sottile sull’innervazione delle strutture, compresi i muscoli scheletrici, anche nel caso della ipersensibilità fisiopatologica o farmacologica (Fleming, 1976) .

Hughes et al. (1975), confermarono l’effetto di rilassamento e migliore ossigenazione negli organi e nei tessuti periferici come pure nel sistema nervoso centrale, grazie a liberazione di endorfine, con effetti analgesici e ipnoinducenti.

L’effetto, come ogni tecnica sottile , di riequilibrio tra sistemi colinergici e adrenergici (sistema simpatico e parasimpatico), è il più evidente.

Interessante l’effetto sulla Postura che nel tempo viene osservato. Il paziente sviluppa una maggiore percezione di sé con relativo riadattamento della configurazione corporea nello spazio grazie anche alla scomparsa delle abituali tensioni psico-fisiche.

I ritmi fisiologici possono essere modificati: sonno, fame, ciclo.

Questo comporta anche un nuovo assetto sul piano della Psiche. Sandor che ne intuì la necessità di diffondere la tecnica  prima presso gli psicologici osservava:

“Il metodo garantisce lo scambio tra le frequenze razionali e irrazionali della psiche nella sua totalità” (Sandor,1982).

Interessante e quanto mai utile e innovativa l’applicazione nelle terapie rivolte all’infanzia, ben sviluppata in Brasile.

Le  psicoterapeute Ana Maria Russo e Angela Scuoppo, del gruppo di allievi formati da Sandor, nelle loro ricerche hanno considerato la Calatonia un valido strumento per promuovere l’integrazione psicofisica, favorendo  lo sviluppo del fisico, della mente, della psiche e dell’animo del bambino. Sandor partecipò attivamente affinché la Calatonia si consolidasse e si sviluppasse nel rispetto delle caratteristiche dei bambini e della specificità del lavoro clinico in ambito infantile. In questo senso si può dire che i Tocchi Sottili, con le loro sequenze brevi di tocchi in aree specifiche del corpo, sono diventati di volta in volta più adatti per le attività della Psicoterapia Infantile.

Russo e Scuoppo scrivono: “ La leggerezza della sequenza dei tocchi della Calatonia e delle altre sequenze dei Tocchi Sottili è uno stimolo non familiare per le terminazioni nervose. Captati dai ricettori sensoriali presenti nella pelle e riverberati attraverso le vie aeree afferenti, i tocchi agiscono su differenti livelli del sistema nervoso. Il sistema nervoso centrale e la pelle hanno la medesima origine. Favoriscono il rilassamento e la decontrazione muscolare, il regolamento delle funzioni vegetative – come la respirazione, la circolazione sanguinea e linfatica, il battito cardiaco, le funzioni viscerali, la temperatura e la pressione arteriosa, il rilassamento e il controllo dei toni affettivi e mentali.

Espandendosi oltre i livelli meramente percettivi, la Calatonia e i Tocchi Sottili si trasformano al contempo in un’esperienza affettiva e emozionale, la cui rappresentazione mentale rimarrà attiva nella memoria implicita del paziente, nel suo inconscio. In questo modo, lo stimolo offerto dal tocco sottile scatenerà una serie di nuove esperienze ad ampio spettro.

Includendo i Tocchi Sottili nella terapia creiamo uno spazio psichico risonante il cui effetto organizzatore e riparatore riverbera nel corpo fisico, psichico e eterico del bambino.

L’energia psichica liberata attraverso il lavoro dell’Integrazione Psicofisica è vitale per il bambino. Sostiene un tono affettivo in grado di promuovere la trasformazione e la restaurazione.

Sia il medico che il terapeuta, tramite lo stabilirsi di un’empatia con i sentimenti del bambino, si sintonizzano con i suoi stati mentali e fisici, che nella maggior parte delle volte egli non è in grado di riconoscere. È questo ciò che permette il diradarsi di una nuova conoscenza, che non passa unicamente per l’osservazione esterna e oggettiva, ma che richiede una più profonda apertura del Sé del terapeuta verso il Sé del bambino.

La sintonia coinvolge la mente e il corpo. La comunicazione emotiva tra il terapeuta e il bambino dipende dagli aspetti sottili presenti nella postura, nei gesti, nei movimenti e nelle espressioni facciali, nel ritmo, nelle pause e nei silenzi.

Il Dr Sandor enfatizzava l’importanza e il valore del terapeuta che sintonizzasse il ritmo della propria respirazione con quello della respirazione del bambino. In questo modo, molti tocchi sottili accompagnano il ritmo della respirazione, e lo stimolo entra in sintonia con l’esperienza interna del soggetto.

L’esperienza di alcuni terapeuti insiste sull’importanza di avere il consenso dei genitori per includere i Tocchi Sottili nel lavoro con il bambino, nonostante il loro carattere non sia affatto invasivo. Una volta che li si informa sulla reale natura dei tocchi e sulle basi teoriche che li sorreggono, è comune che prenda corpo nella famiglia – genitori, fratelli, sorelle, ecc. – il desiderio di sviluppare questa forma di comunicazione non verbale, il che consiste di per sé in un effetto moltiplicatore e restauratore dei vincoli familiari.

( si rimanda per altre note alla lettura dell’articolo www.Naturovaloris.it Calatonia: l’integrazione psicofisica nella cura dei bambini  AM Russo, A Scuoppo)

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Il Cibo Amico

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