I benefici della Meditazione

Studiando le basi scientifiche della Meditazione e i suoi benefici sulla prevenzione e integrazione del trattamento di patologie croniche,  immagino in un prossimo futuro la possibilità di introdurre nelle istituzioni delle modalità meditative che permettano ai dipendenti, impegnati in relazioni interpersonali  professionali e umane,  di non sviluppare patologie da stress, quindi di non arrivare al cosiddetto Burnout .

Si tratta di allenarsi per sviluppare la pratica della meditazione, come capacità di osservare il proprio comportamento relazionale e imparare ad esercitare la migliore comunicazione possibile, accogliendo quello che accade senza sviluppare reattività dannosa alla salute, quanto piuttosto distacco e lucidità per poter agire in un secondo momento al cambiamento di ciò che potrebbe essere migliorato.

Oggi la modalità meditativa più adatta all’Occidente e che ha trovato un buon consenso  è la Mindfulness, l’allenamento alla Consapevolezza, al riconoscimento di quello che c’è , senza giudizio, né aspettativa.

Il suo protocollo è accessibile a tutti ma ancora poco diffuso rispetto a quanto dovrebbe.

Uno dei parametri che fa riflettere sulla necessità di considerare corpo e mente come un unico insieme è la lunghezza dei nostri cromosomi che può essere influenzata e ridotta da esaurimento e stress, e alla quale invece la Meditazione permette di invertire il processo.

Lo ha dimostrato nel 2011 uno studio realizzato dall’Università di San Francisco ha unito scienza e tradizione, con l’avallo del Dalai Lama e di Elisabeth Blackburn, premio Nobel per la Medicina nel 2009 per i suoi studi sui telomeri, i cappucci di materiale genetico posti in cima ai cromosomi la cui lunghezza è collegata all’invecchiamento.

Sei anni dopo è stato  pubblicato  uno studio che nel corso del 2017, per 12 settimane, ha impostato un  programma  di ‘Heartfulness Meditation’ (consapevolezza del Cuore) per osservare gli effetti su burnout, benessere emotivo e la lunghezza dei telomeri negli operatori sanitari di un grande ospedale.

I risultati hanno confermato  che la meditazione offre un metodo accessibile ed efficace con cui può essere migliorato il burnout medico e infermieristico e il benessere in generale. E soprattutto la presenza di Telomerasi salivare, indice di ricostruzione dei Telomeri,  aumentava sino al 30% in chi si fermava a meditare nel corso della giornata.

Ma la consapevolezza e tutte le forme di Meditazione richiedono una presa di coscienza, un atto di Volontà individuale che permetta di stabilire nuove priorità nella propria vita. Priorità che tengano conto della nostra Salute e della qualità del nostro vivere. E’ un compito individuale certo, ma anche un piano di diffusione sociale nell’ottica della Prevenzione primaria, della Salute pubblica e perché no, della spending review sanitaria potrebbe aiutare.

 

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Il Cibo Amico

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