Prepararsi alla Gentilezza: in Umbria il seminario dal 24 al 26 maggio 2024

Mi preparo  al seminario  che sulla Gentilezza del cuore, nell’ambito del più ampio percorso sulla Coerenza cardiaca,  che già da qualche anno si svolge  nell’accogliente atmosfera della campagna umbra, nei luoghi della Comunità di Etica vivente, ente organizzatore di  quest’attività.

Nei mesi scorsi ho condotto un corso online sulla retta Comunicazione, che declinata in termini di Coerenza cardiaca diventa Comunicazione Coerente, una delle pratiche base proposte dalla ricerca sulla Coerenza dell’Istituto HeartMath.

Preparare un corso o un seminario prevede oltre al lavoro di ricerca, la “precipitazione” di contenuti che ti costringono a rivedere ciò che avevi in un primo tempo pensato di impostare. E anche stavolta lavorare sulla Gentilezza con l’aiuto del gruppo on line, nutrito e ben partecipe, ha fatto maturare in me  nuove consapevolezze.

Innanzitutto ho scoperto che la Gentilezza è la naturale attitudine di chi è “allineato/centrato”. Chi è consapevole del proprio modo di gestire l’energia, la salvaguarda per sé e per gli altri, evita il conflitto trasformandolo in dialogo, – anche per evitare dispersione  di preziosa energia vitale – e alimenta questa condizione di allineamento,  attraverso uno stato di Gentilezza interiore che mantiene anche attraversando le turbolenze del vivere.

E’ un’attitudine che rivela la Presenza di un individuo, essenza che , praticando Coerenza cardiaca, ho imparato a percepire meglio sviluppando la sensibilità del Cuore.  All’inizio questa sensibilità può essere considerata una predisposizione empatica , che ti allontana dalla tentazione di criticare, di esprimere giudizi o di coltivare pregiudizi. L’Empatia, fondamentale in un processo  comunicativo efficace (come ci ha insegnato la “Comunicazione non violenta” di Rosemberg),  appartiene a tutti gli esseri umani, ma  va coltivata ed è la premessa per entrare in relazione con il cuore.

Madre Teresa di Calcutta diceva “Se giudichi le persone non avrai tempo di amarle”. Quindi è il Cuore che antidota una mente giudicante, che placa il critico interiore che che alza barriere all’ascoondo lto prof e alla comprensione di quella parte di  Verità che  l’altro vuole condividere.

Ho sempre pensato che non basta essere estroversi per essere dei buoni comunicatore. La Comunicazione è un mondo complesso se l’approcci con la Mente. Se, invece, accendi il Cuore tutto si fa più semplice. E la Gentilezza è appunto un requisito della Comunicazione che utilizza il Cuore. Ed è anche una delle parole chiave per produrre uno stato di Coerenza. Infatti a volte ci basta pensare ad un atto gentile ricevuto, ad una circostanza in cui abbiamo sentito di offrire all’altro un gesto, un sorriso, una parola “gentile”, e il cuore, in pochi secondi,  comincia a variare il suo battito in modo armonioso, entrando in coerenza.

Sviluppare la Gentilezza, liberarla dai viluppi della Mente, è possibile.

Pietro Ferrucci nel suo “La Forza della Gentilezza” propone un bouquet di qualità che ci aiutano a creare quest’atteggiamento interiore.

Ferrucci parla di Sincerità, Perdono, Calore, Umiltà, Pazienza, Rispetto, Generosità, Flessibilità. Tutto questo per essere SOLTANTO gentili ?  Alla fine ciò che appare con chiarezza è che la Gentilezza è una forma d’amore che è un’abilità e che, come tale, può essere appresa in un processo di autoformazione che ci riporta al centro di noi.

Andando oltre l’aspetto formale,  siamo di fronte ad una qualità evolutiva, essenziale per la crescita del genere umano.

Mark Twain affermava che “la Gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere.”,  perché in realtà  fa parlare tra loro i cuori.

All’inizio può essere espressa con  persone che ci sono simpatiche, con  individui che percepiamo affini. Nel praticarla,  ci accorgiamo che cominciamo a manifestare gentilezza anche verso noi stessi, placando il giudice interno, assumendo toni verso noi stessi che si fanno più lievi, che usano parole più gentili.  E quando realmente ne facciamo un’attitudine,  allora siamo in grado di comprendere di più anche chi ci ha creato tensioni e difficoltà.

Il Buddha ci ha lasciato il Metta Sutta, il discorso sull’Amore, che fa da base alla pratica di Gentilezza amorevole che all’interno della Mindfulness si è sviluppata come pratica autonoma. Nel discorso  si legge:

“La persona che desidera raggiungere la pace dovrebbe praticare la rettitudine, l’umiltà e la capacità di usare parole amorevoli.”

Metta, la pratica della Gentilezza amorevole, mutuata dagli insegnamenti del Buddha, è un agente di trasformazione: “Se la prima risposta, che modella il modo in cui vediamo noi stessi e il mondo, nasce da isolamento, alienazione e paura, con la pratica di Metta  può diventare una storia di connessione, affetto e gentilezza”scrive così Sharon Saltzberg, autrice di numerosi saggi sulla Loving Kindness, la Gentilezza amorevole. E aggiunge  : “Tutti i giorni ci possiamo prendere il tempo per accogliere con serenità gli altri nel nostro cuore e augurare loro ogni bene. Questa meditazione può comprendere qualcuno che ci è stato d’aiuto o ci ha ispirati, un conoscente che si sente solo o spaventato, qualcuno che sta vivendo un momento di trionfo o di gioia o una persona che stiamo per incontrare con una certa trepidazione.    A seconda delle circostanze della vita, potremmo comprendere bambini e animali nei nostri pensieri. Dieci minuti al giorno di riflessioni in questo senso segnano un percorso importante verso la trasformazione”.

Di questo ci occuperemo nel long weekend del 24-26 maggio sulla Gentilezza del Cuore. Proveremo a fare pratica e a cercare di mantenere e stabilizzare uno stato di Coerenza cardiaca e Gentilezza amorevole che nutra il nostro cuore e l’ambiente circostante.

Info: https://www.comunitadieticavivente.org/evento/coerenza-cardiaca-e-comunicazione/

 

 

 

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Il Cibo Amico

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